Lo stress ossidativo nel runner

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E’ opinione comune che lo sport sia la strada per migliorare la qualità della vita ed in particolare il running, che provoca delle risposte ormonali tali da indurre un benessere che spesso si traduce in bellezza fisica, forza e prolungamento della giovinezza.

Di contro, ogni tanto qualcuno mette in dubbio questa idea, mettendo in guardia dal running, asserendo che questo faccia invecchiare prima del tempo.

Se ne parla spesso nei gruppi ma generalmente l’argomento si esaurisce nell’ilarità generale dei partecipanti: in effetti,  sembra assurdo, considerato che la maggior parte dei “corsari” dimostra effettivamente almeno una decina di anni in meno.

Non sempre, però. Guardate i podisti professionisti e poi ditemi.

Il runner che lavora seriamente ha un nemico: i radicali liberi.

Questi “mostri” sono delle molecole chimicamente instabili prodotte dall’organismo in varie situazioni: alimentazione sbagliata, attività fisica, inquinamento, sole, ecc…

Niente paura, però: il nostro corpo è in grado di smaltirle, evitando così che l’eccesso danneggi irreversibilmente la nostra salute.

Il punto non è se stiamo producendo radicali liberi o no, ma se la quantità prodotta sia tale da poter essere smaltita senza problemi, in parole povere, se siamo in uno stato di stress ossidativo oppure no.

Purtroppo, il runner è portato a correre sempre, dovunque ed in qualunque condizione perchè il benessere fisico che riceve da questa attività lo induce erroneamente a credere che questo aumenterà con l’aumentare del numero e dell’intensità delle sessioni di allenamento.

Purtroppo, non è così.

Se lo sport fatto con criterio migliora la salute e ritarda l’invecchiamento, quello senza regole può fare piu’ danni che altro, provocando invecchiamento precoce ed infortuni non sempre risolvibili.

Lo so, non è facile dominare una passione così grande e, del resto, chi ha voglia di farlo? Io no di certo e, immagino, nemmeno voi. Si tratta di prendere delle misure preventive affinchè questa passione possa continuare all’infinito proprio grazie ad un approccio sufficientemente scientifico al meraviglioso stile di vita adottato.

Indubbiamente, gli integratori possono dare una mano, anche se la base di tutto rimane una dieta corretta, ricca di vegetali di ogni tipo, ma non tutto si può risolvere in questo modo perchè, anche se molti non ne vogliono proprio sapere, il RECUPERO è parte integrante dell’allenamento.

Ebbene si, siamo alla nota dolente!

La maggior parte dei runners è allergica alla parola “recupero”, ma qualsiasi preparatore atletico professionista o medico dello sport potrebbe confermare ciò che sto scrivendo. I runners professionisti “sanno”, quelli amatoriali non sempre oppure preferiscono non sapere per vivere un po’ come la cicala: oggi si gode, domani chissenefrega.

Non esiste un recupero valido per tutti, ognuno conosce la propria condizione, il grado di allenamento, gli obiettivi già raggiunti e dunque si tratta di un dato soggettivo. Esiste, però, un campanello di allarme che segnala quando si è andati oltre la soglia consentita: la stanchezza, respiro troppo frequente a riposo, insonnia. Non è pigrizia, non è depressione, è semplicemente il segnale che bisogna fermarsi un po’.

E’ il corpo che grida “pietà”.

Fermarsi, per un runner, non significa mai stare sul divano a guardare la TV, sia chiaro! Si potrebbe approfittare per diversificare l’allenamento, possibilmente blando o che comunque impegni fasce muscolari diverse.

Questo è quanto. Non mi sembra poi una tragedia e, del resto, è come in qualsiasi campo della nostra vita: gli eccessi difficilmente portano buoni risultati.

Non si dice che la verità è sempre nel mezzo? Beh, in questo caso, è proprio così.

Maria Antonietta BS

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9 pensieri riguardo “Lo stress ossidativo nel runner

  1. Hai proprio ragione! Per esempio: se guardi certi che fanno ultra trail, sembrano un po’ tanto consumati pur essendo giovani e in forma. Ma la verità sta nel mezzo, corro e sto bene, gli altri mi vedono bene, altri ancora mi dicono che sono troppo secca..a me non interessa. Mi ascolto mentre corro e non potrei farne a meno. Ma nuoto, e cammino se necessario, perché se il mio corpo è stanco io lo assecondo..

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  2. Avevo scritto un commento ma credo che non lo abbia pubblicato, quindi ci riprovo..
    Dicevo… Guarda gli atleti di ultra trail, alcuni sono giovani ma li vedo scavati e consumati, anche se sono più in forma di me! Comunque come dici tu, la verità sta nel mezzo. Io corro ma ascolto il mio corpo, diversifico, ma se sono stanca riposo, senza rimorsi, per poi ripartire ancora più carica!

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