I runners imparano la felicità, ecco come fanno

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Per capire quanta gioia possa generare la corsa, bisogna essere runners. Non mi è mai piaciuto fare classifiche tra chi corre ma non tutti quelli che calzano un paio di scarpette e vanno fuori a camminare possono essere definiti tali.

Quelli che considerano la corsa poco piu’ che un passatempo, un’attività alternativa allo shopping, alla serata con gli amici o all’uscita in pizzeria non raggiungeranno mai il grado di consapevolezza necessario ad ottenere i benefici, soprattutto psicologici, che possono derivare dalla corsa.

Aggiungo, senza timore di sembrare eccessiva, che un vero runner impara che riuscire ad essere felice è strettamente collegato alla volontà di esserlo ed impara faticosamente a sue spese che tale condizione psicologica non è uno stato naturale ma qualcosa da nutrire ogni giorno.

E’ l’attenzione continua a ciò che si sta facendo, è il chiudere fuori tutto il mondo, lo sforzo di migliorare la prestazione a generare la gioia, che ad occhi estranei potrebbe anche sembrare eccessiva. Non piu’ tardi di due giorni fa una persona, di fronte alle mie manifestazioni di goliardica esaltazione mi ha detto:”Diventi felice per così poco?”

Ora, a parte che essere felici con poco al giorno d’oggi dovrebbe essere considerato auspicabile, questa è la prova che solo un vero runner, e non un corsaro della domenica, può capire veramente cosa c’è dietro queste esternazioni manifeste ed anche un po’ esaltate, diciamolo.

Non solo il running ma tutte quelle attività che ci prendono senza risparmio di passione ci rendono felici allo stesso modo ed è proprio questo il punto dolente: quante persone veramente passionarie ci sono al mondo, quanti riescono a chiudere fuori gli intrusi, anche solo per un’ora o due al giorno? Quanti sanno ancora divertirsi senza distrazioni, senza controllare continuamente whatsapp, solo con uno sforzo della propria volontà?

Non posso rispondere a questa domanda, credo che ognuno debba farlo per conto proprio, rispolverando quelle cose dimenticate, magari dall’infanzia, che rendevano felici, poi seppellite dagli eventi della vita, dalle preoccupazioni travolgenti.

Sembra strano, ma ciò che il running insegna è proprio l’ESSERCI veramente nel momento in cui ci si allena, l’impossibilità di preoccuparsi di altro proprio a causa dello sforzo che richiede. Involontariamente, è proprio questo che determina il miglioramento nell’atleta, e dal miglioramente riceve ulteriore gratifica e successiva possibilità di essere ancora piu’ concentrato e felice di se’ in futuro, oltre ad essere automotivato.

Ecco perchè quando sento che alcuni cercano la motivazione nella corsa di gruppo, capisco che sono ancora molto indietro in questo percorso: la motivazione va cercata dentro di se’, nel raggiungimento degli obiettivi, piccoli o grandi che siano, diversi per ognuno. Anche obiettivi troppo rigidi possono danneggiare la motivazione perchè l’eccessiva attenzione verso il risultato finale, verso la prestazione a tutti i costi rovinano il divertimento e cioè il motivo principale per cui si corre.
L’ansia da prestazione è in grado di rovinare le cose piu’ belle della vita, in qualsiasi campo.

Maria Antonietta BS

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17 thoughts on “I runners imparano la felicità, ecco come fanno

  1. Come immagino hai ormai capito aspiro a provare ciò che descrivi ma in relazione a questo post mi sento di fare un commento. Non solo con il running si può imparare ad essere felici. E’ l’atteggiamento mentale che ognuno di noi mette in ogni cosa della vita che ci rende felici. La felicità va continuamente ricercata in modo a volte estenuante, senza mollare mai. Non facile di certo, ma fondamentale per il risultato. Baci.

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  2. Ricercata senza ossessività, quindi mettersi nella condizione di. Quindi, “non solo il running ma tutte quelle attività che ci prendono senza risparmio di passione ci rendono felici”.
    Proprio questo è il problema, tante volte. Ciao 😉

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  3. Ma quanta quanta verità… bellissimo e completamente d’accordo… io lo chiamo “zen-running-free”… : mi svuota il cervello e mi fa essere nell’istante, in piena consapevolezza. E’ una sensazione impagabile. Ribloggo il tuo articolo. Felice giornata cara amica

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  4. Se non lo provi non puoi mai sapere , sentire ho descrivere quello che un runner sente mentre si abbandona alla corsa , bisognia provare e dico siiiiii ti senti felice e pieno di vita e pieno di cose che puoi insegniare a chi a voglia solo ad ascoltarti😀

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