Questo non è sport, Kenya, doping,

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Il lato oscuro dello sport. Il Kenya, un Paese pieno di campioni naturalmente aiutati dalla genetica, ha bisogno di sfondare col doping? No, mi dispiace, questo non è sport, è ricerca del successo, di ricchezza, di escalation sociale ma lo sport è un’altra cosa.
Felice di correre solo per me stessa e per la mia salute, mentale e fisica.
Felice di non essere un’atleta professionista.
Felice di usare lo sport per migliorarmi.
Felice di registrare, condividere le mie sensazioni sulla corsa.
Felice.

Maria Antonietta BS

Atletica, Mondiali: positive keniane Zakary e Koki:
http://www.gazzetta.it/Atletica/26-08-2015/atletica-mondiali-doping-positive-due-keniane-zakary-400-koki-400-hs-1201090189598.shtml

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11 thoughts on “Questo non è sport, Kenya, doping,

  1. Ricordo ancora quando sentii parlare la prima volta di doping: Ben Johnson aveva stravinto e stracciato tutti i record e da allora se n’è parlato sempre. È contro ogni concezione dello sport ma quando ci sono questioni finanziarie i valori sembrano non contare più

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  2. Purtroppo il doping è diventato un fenomeno di “costume”. Ne è la prova la diffusione a livello dilettantesco dove non ci sono controlli. Chi frequenta l’ambiente mi raccontava che nel ciclismo ci sono ragazzini di 14 anni già…pompati. Da far rizzare i capelli.

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