La “giornata si” del runner

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L’obiettivo è dietro l’angolo, quello che sembrava essere stato raggiunto, quell’obiettivo solo sfiorato.
Ad un runner che ormai totalizza 9/10 km può capitare la “giornata si”, in cui riesce a farne 12/15: bene, vuol dire che quell’obiettivo è dietro l’angolo; il corpo ha lanciato un messaggio, la prospettiva di quella possibilità in piu’ che può offrire.

E il corpo va ascoltato.
Tuttavia, un allenamento ripetitivo, specie se svolto sullo stesso percorso, non stimola granchè, e per forza di cose rischia di far approdare sempre alle stesse mete.
Nella vita, un runner ha vari “muri” da superare.
Quello di trasformare la camminata in corsa, quello dei 6 km, poi quello degli 8, poi quello dei 10, e così via. Non esistono limiti a ciò che un runner può volere ed infatti si è visto che anche i maratoneti, spesso, diventano ultra-maratoneti, oltrepassando limiti che sono al di là di ogni immaginazione.

Non è questo il mio caso 😀 ma il concetto rimane lo stesso.

Non essendo un’atleta professionista, ho mollato il running e l’attività fisica in alcuni periodi, anche lunghi, della mia vita, dato che ho molti interessi, una vita lavorativa impegnativa ed una famiglia. Non fosse così, adesso avrei dei tempi molto diversi!

Pur non dedicandomi allo sport anima e corpo, ho superato vari “muri” nel corso degli anni, e sempre in occasioni particolari, cioè quando l’allenamento si svolgeva in condizioni diverse dal solito. Non è una coincidenza, non può esserlo.

Salta agli occhi la necessità continua di cambiamento, di porsi sempre nuovi obiettivi, che non siano sempre centrati sul ritmo perchè questo snatura la passione per il running che consiste, innanzitutto, nel piacere di avvertire alcune sensazioni molto note.

Il piacere di correre, di sentire il sudore che cola, le gambe che girano, il corpo che si sveglia dal torpore di questa vita sedentaria, la mente pronta, ricettiva. Sensazioni olfattive e gustative amplificate, la sensazione di volare, di non fare fatica.

Questo è il running per me e per tutti quelli che lo amano incondizionatamente, al di là delle gare e di tutte le manifestazioni esteriori.

Il risultato che aspetto è lì che ammicca da un po’ e si fa desiderare…ma sono paziente, so aspettare e nel frattempo mi godo la corsa per quello che è: soprattutto un momento con me stessa.

Maria Antonietta BS

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9 thoughts on “La “giornata si” del runner

  1. il runner è un atleta solo che perde spesso. perchè quasi mai riesce a fare ciò che per cui è uscito a correre. le giornate no (magari un no relativo) sono di gran lunga superiori a quelle si. resta il fatto che comunque finisca dopo stai bene, quello si.

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  2. È bello leggerti. Sinceramente. Ed è bello leggere i commenti di questo post. Sembra essersi aperto quasi un dibattito e la cosa più interessante è che ogni vostra parola mi dà spunti di riflessione. Scusa forse commento un po’ Out Of Contest … Ma ci tenevo a dirlo

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  3. Ti sei già risposta “Un momento con te stessa” e hai detto benissimo. Lascia che sia, quel che sia. Lasciati contagiare dai momenti sì, lascia che il corpo vada e la mente a seguito. Che siano 2 km o 20km, non ha importanza, basta che tu stia bene!

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