Idiosincrasie

 

Sono decisamente infastidita dalle persone che fanno shopping in maniera compulsiva.

Soprattutto donne.

Le riconosci, quando vai in centro o negli ipermercati perchè sembra che la loro vita sia appesa ad un filo molto facile da spezzare. Si spostano freneticamente da un negozio all’altro, da un’offerta all’altra, hanno l’ansia dipinta in volto, quella di chi spera di accaparrarsi qualcosa prima di qualcun altro. Manca ancora un mese a Natale e già si vedono scene da panico.

Sono scelte che ognuno opera per se’ senza pensare a quale epilogo, triste o felice, possano portare. Di solito, dopo l’esaltazione c’è la fase down, magari è solo una mia impressione, influenzata dal fatto che a me fare shopping proprio non piace e, se potessi, userei il teletrasporto di oggetti per procurarmi ciò che mi serve senza andarlo a cercare.

Probabilmente, prepararsi spiritualmente al Natale, sarebbe più costruttivo, non necessariamente per una questione di fede ma per nutrire, qualche volta, sezioni diverse del nostro vivere. Tutti ne abbiamo bisogno, indipendentemente dal nostro credere o non credere in qualcosa.

E’ questa la ragione per cui i corpi continuano ad andare a sbattere contro altri corpi, senza mai incontrarsi: gusci vuoti, con carrelli pieni.

Maria Antonietta BS

 

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21 thoughts on “Idiosincrasie

  1. Io mi sto preparando spiritualmente a festeggiare la nascita del Sole Invitto, il 25 dicembre, che guarda caso Costantino “convertì” nel natale nel 330 d.c. perché gli sembrava il giorno migliore per fissare la nascita di gesù. Peraltro, anche la domenica come giorno festivo era la festa del Sole, e fu sempre Costantino a decretarla.
    Ma riguardo a ciò che dici sullo shopping… ti dico che io venero anche Sant’Amazon!!!

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  2. Cara, rifuggo il Natale in quanto festa “pagana” e commerciale. Rifuggo i centri commerciali e quello che è consumismo idiota da allerta attacco nucleare. Sto anche imparando a non aver bisogno del decimo paio di pantaloni in pelle…
    Ma ti devo anche dire che non disprezzo neanche un po’ passare un paio d’ore da zara gironzolando tra le cose per scoprire che non “posso vivere” senza una certa cosa ma che, al contempo, non ho bisogno di nulla. Come non mi dispiace affatto riuscire ad appropriarmi di una stola emilio pucci ad un decimo del costo e stare a pensare a cosa voglio fare. Come non mi dispiace andarmene da rizzoli in galleria e comperare tre libri sapendo che ne ho ancora venti da leggere… credo sia questione di equilibrio e misura che si raggiunge barcollando un po’ di qua e un po’ di la… un abbraccio

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  3. Ti sbagli cara, io ODIO fare shopping in maniera quasi patologica. Ormai il Natale è senza regali a parte quelli ai bambini. E per tutte le altre cose c’è lo shopping online di cui mi servo in maniera massiccia. Si trova tutto, puoi ponderare con calma l’acquisto senza le pressioni della commessa di turno, puoi trovare il prezzo migliore confrontando con un clic diverse offerte, puoi fare acquisti anche sotto Natale senza affollarsi tra la gente, puoi permetterti di non frequentare i gironi danteschi dei centri commerciali… cosa volere di più?
    In tutto questo trovo fantastica la scelta dell’immagine. Se non fare shopping mi regala qualche momento in più come questo, posso anche rinunciarci per sempre 😉

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      1. Si, infatti, come ha già scritto Sem qui sopra, c’è Amazon, ma purtroppo i vestiti e le scarpe bisogna provarli e ancora non sono riuscita a farmeli piovere nell’armadio, ma mi sto attrezzando 😀 Nel frattempo, mi dedico a ciò che hai detto, con grande passione 😉

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      2. Piano piano ci si attrezza con quelli. Le scarpe da ginnastica o da running se vai sulla stessa marca e stesso modello puoi acquistare tranquillamente senza sbagliare. Per i vestiti è più complicato in effetti ma non impossibile… bisogna solo perderci un po’ di tempo con le misure. comunque dai, te lo concedo, per i vestiti possiamo fare un’eccezione.
        Per il resto anche io mi dedico con grande e felice passione a quel caminetto 😉

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  4. “gusci vuoti, coi carrelli pieni”…potrei sostituire “carrelli” con altre parole. Gusci vuoti, vestiti di superficialità manifesta in carrelli, sacchetti e negozi che grondano regali di natale sotto forma di qualsiasi cosa con su scritto “comprami”.
    Io compro molto su internet, ma per ovvie ragioni logistiche. E quando mi tocca andare nei negozi veri, magari un H&M pieno di gente, mi trovo molto a disagio. Come dici tu, sono tutti frenetici!

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  5. Bisogna rassegnarsi, ormai ci hanno americanizzati tutti(quasi) e manca solo il suggello del black friday per vedere anche gente prendersi a schiaffi pur di accaparrarsi un prodotto…

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