Non dovete dimostrare niente a nessuno

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Partiamo dal presupposto che mai piaceremo a tutti ma solo a chi ha un sentire simile al nostro, il che è una fortuna, considerato che piacere ad Hannibal Lecter potrebbe non essere il sogno della nostra vita. Comunque, scherzi a parte…

Che mania è venuta alla gente, di voler piacere a tutti! Sarà un po’ colpa dei social, della ricerca del “mi piace” a tutti i costi ma un mito inutile e tossico si sta insinuando nella mente delle persone, cioè che il piacersi, o addirittura il volersi bene, sia la risultante dell’approvazione altrui.

Mi piacerebbe distruggere questa idea con un bazuka ma forse basta molto meno, almeno lo spero.

Questa storia di dover dimostrare qualcosa, di dover rendicontare la propria vita, step by step, per suscitare un surrogato di reazione emotiva (e dico surrogato) mi sembra piuttosto infantile e rende schiavi di potenti mezzi che potrebbero essere usati in modo più appropriato. Si perde così il tempo della propria vita, quella vera, in mancanza di chiarezza di obiettivi e di consapevolezza di ciò che si vuole veramente.

Siamo diventati tutti intelligenti, filosofi, veggenti, letterati, e quindi si va di aforismi e condivisione di link, nemmeno aperti o letti.

Lo confesso: vado pazza per gli aforismi 😉 ma qualche volta, giusto proprio ogni tanto, ci si potrebbe anche lasciar andare, esprimendo un pensiero personale senza paura di sembrare poco intelligenti e saggi! 😀

E i selfie?  Perchè ne vengono pubblicati così tanti?  Pur non amandoli,  vi ho ceduto anch’io, ma raramente, e quindi mi scrivono in privato per chiedermi di pubblicarne di più. Ho pubblicato una sola foto in un anno ed ora l’ho pure tolta, pensate un po’ quanto la cosa riesca ad esaltarmi!  😉

Non voglio incoraggiare questa corsa al complimento, all’idea che che il proprio valore sia in qualche modo misurabile dall’aspetto fisico, e che la gente debba amarci, e che noi stessi dobbiamo farlo, in base a questo: significherebbe non aver capito proprio niente.

Quello che gli altri pensano, in generale, non dovrebbe inficiare la nostra opinione, nel bene e nel male, perchè nessuno può conoscerci meglio di noi stessi. E, se trovate qualcuno a cui proprio non andate a genio, guardate bene: forse nemmeno costui va a genio a voi.

Dunque, a che pro?

Maria Antonietta BS

 

 

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23 thoughts on “Non dovete dimostrare niente a nessuno

  1. A me di piacere non è mai importato nulla! Niente aforismi, link solo se per una mia necessità e in quanto ai selfie per carità! E il like lo metto solo se sento mio il contenuto o se mi piace davvero. Spesso invece capita che esprimo opinioni da antipatico e pazienza…come hai detto non posso andar a genio a tutti!

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      1. No no, ci mancherebbe! E poi pure fosse non è mica peccato! Mettiamola così, a me, se devo scegliere se leggere post pieni di citazioni e aforismi che 9/10 avrò già letto e sentito millemila volte e, leggere post in cui vengono scritte cose originali…beh, che te lo dico a fare…scelgo il secondo!

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  2. Riflessione interessante. Credo che tutto o molto vada attribuito ai social. Però non tutto ciò che si pubblica lo si fa in cerca di approvazione. A volte anche un selfie pubblicato- e ultimamente io ho ceduto in modo massivo-non è una ricerca dei consensi altrui quanto piuttosto avere una piattaforma comoda per sfogliare le foto catalogate in un certo modo con comodità. Perché allora renderle pubbliche? Forse perché i selfie si fanno in momenti felici e sereni di cui vuoi mettere al corrente i tuoi amici. Il rischio però è la distorsione della vita: a vedere le foto e i post pubblicati siamo tutti molto più felici e sereni di quanto lo siamo in realtà. Credo che condividere i momenti belli sia più facile che farlo con quelli brutti che continuiamo, in generale a tenere per noi. E speriamo che quello che ho scritto da cell e che non riesco a rileggere abbia un senso 😜

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  3. Il problema dei “like” credo che sia il problema della tecnologia ahimè. Ci sono persone totalmente schiave. Avevo letto di un account di Instagram tenuto da una ragazza molto carina, che si confessava in un’intervista, dicendo che era schiava dei like. Ad un certo punto, ha detto basta, e ha fatto un post simile al tuo chiedendosi dove tutta questa smania di approvazione ci stava portando. Ha cancellato quasi tutte le foto, e ha finalmente preso coscienza del problema. Brava lei.
    I “like” per me non sono una malattia. Non si può piacere a tutti, lo so.
    A volte però ci resto male se qualcuno mi tratta male…ma poi penso che di quel qualcuno (nella vita reale eh!) non è mio amico, né merita che io ci rimanga male per come si comporta con me. Ma poi inevitabilmente ci ricasco. A volte bisognerebbe fare un passo indietro, guardare e guardarsi, e poi semplicemente continuare a camminare in avanti, oltrepassando chi non ci merita.

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  4. condivido quello che hai scritto, Ho qualche dubbio che la persona che mi conosce meglio sia io stesso, anzi mi accade, seppure non di frequente, di essere stupito felicemente da qualcuno che mi svela. Ma non accade nel virtuale, questa è prerogativa del reale. 🙂

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