Donne strong

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Non sono ingenue, ma nemmeno cattive, le donne strong, come ho deciso di definirle. Sono quelle donne che non perdono tempo a cercare l’altrui approvazione, attente a piacere soprattutto a se stesse per non sentirsi straniere nella propria terra.

Quanta fatica costa in un mondo in cui, quando nasci femmina, cercano di rincitrullirti con giochi e storie da femmina, come se esistesse un genere nella logica, come se il pensare avesse origini nel maschile o femminile. Tutta roba da non confondere con l’essere femmine, che è tutt’altra cosa, come ho già spiegato in un altro post, dove invitavo le donne a non scimmiottare il sesso maschile per sentirsi alla pari.

Ma è altro argomento.

Se l’intelligenza e la logica non hanno genere, è bene che si sappia anche che l’esercizio di tali funzioni non è permanente, ne’ statico. Va da se’ che ciò che non usiamo, lo perdiamo, compreso l’uso dell’intelligenza, e raccontare favole alle donne quando sono in tenera età potrebbe inculcare loro principi sbagliati su cui baseranno le loro scelte. E, quando parlo di favole, non intendo quella di Cenerentola, ma le teorie secondo cui una donna dovrebbe crescere, gli obiettivi a cui dovrebbe ambire.

Ma la donna è notoriamente più furba dell’uomo, mi direte voi. Vero, ma voi pensate che sia cosciente di tutto questo? No, dico, le vedete anche voi le soubrette e le veline, le rifatte e le mantenute: a quale livello di auto consapevolezza pensate siano arrivate?

In realtà, più basso di tante altre, anche più giovani, in certi casi,  ma educate adeguatamente, istruite nell’amore familiare, da persone che, a loro volta, amano vivere con gli occhi bene aperti.

Cosa si sta sgretolando, infatti, in questo mondo, se non la famiglia, le nostre radici, la nostra forza?

Proprio ora che le donne avrebbero la possibilità di usufruire delle battaglie del passato, di una vera parità di genere, non sanno come sfruttare la situazione, continuando a compiacere, a servire, a degradarsi con le proprie stesse mani, attaccando altre donne, come il copione maschilista insegna, a farsi usare dagli uomini, al pari di oggetti sessuali inanimati, magari meravigliandosi della violenza che gli uomini ancora mettono in atto verso di loro.

Leggevo l’altro giorno un post di Vicky che citava una signora che si era ripresa il marito dopo un tradimento, perchè “il sesso con una escort non è un vero tradimento”. Ipocrisia allo stato puro, dettata soltanto dal non voler vedere ciò che è chiaro come il sole, decidendo di perpetrare situazioni ambigue ma comode, in una mancanza di rispetto reciproca.

E poi ci sono le donne strong, quelle che non chiudono gli occhi, che non si fanno raccontare favole da nessuno, quelle che nella famiglia di origine hanno trovato il germe della verità e dell’auto-consapevolezza, quelle che sanno di avere un tesoro da proteggere e non lo svendono per pochi cent.

Quello che, da sempre, sono riuscite a comprendere, prima che la società le istruisse su come piacere e compiacere padroni di cui non avranno mai bisogno.

Maria Antonietta BS

 

 

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22 thoughts on “Donne strong

  1. Bellissimo post cara. Mi associo in tutto e per tutto. E aggiungo che quando sento dire che siamo “fortunate” mi viene voglia di urlare. Perché non lo siamo, costantemente sottoposte a martellamenti di ogni genere ma lo siamo perché possiamo decidere di vedere e di scegliere. ☺

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      1. Oddio… questo è molto complicato. Posso dirti, in cuor mio, che ne vedo pochi? O meglio, mi sembra che si sia smarrito il senso dell essere genitori, come si è smarrito il senso della responsabilità e quello dell impegno… troppo spesso i ruoli si confondono e si sovvertono e ne esce una confusione senza fine. A volte credo che siamo tutti vittime della matrix nella quale viviamo… come fai ad essere consapevole e responsabile se accetti di dormire? Allora prima ti risvegli, poi ti dissoci dal gregge e poi finalmente, forse, riesci a fare qualche cosa di buono. Se invece continui a dormire… vabbe… 😆

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    1. In realtà siamo “fortunate” perchè oggi abbiamo la possibilità per lo meno di scegliere cosa che una donna fino a troppo poco tempo fa non poteva neanche fare. Proprio per questo trovo molto allucinante che alcune, tante, troppo scelgano ancora il cliché di donna oggetto.

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  2. -Quello che, da sempre, sono riuscite a comprendere, prima che la società le istruisse su come piacere e compiacere padroni di cui non avranno mai bisogno.-
    perfetto, mai definizione di una donnaDonna fu più azzeccata…e io l’ho imparato con la cocciutaggine di una ragazzina che voleva uscire dal gregge ad ogni costo…hola marie antoinette

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  3. Hai tutta la mia più profonda stima e ammirazione per come riesci a creare post con i miei pensieri … qualcuno prima o poi me lo spiegherà.
    Recentemente sono rimasta molto delusa dal comportamento di donne che ritenevo abbastanza strong ma non troppo (in effetti qualche segnale c’era) che hanno fatto scelte suicide mettendo il il loro orgoglio e la loro dignità sotto i piedi, preferendo di riprendersi in casa uomini pluritraditori, bugiardi e dalla pluriennale doppia vita, piuttosto che rimanere da sole a casa con i figli.
    Non capirò mai.

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  4. Comprendo tutte le tue parole e non posso fare a meno di essere totalmente d’accordo. Ci rincitrulliscono con un sacco di robe da femmina. Io stesso vorrei avere maggiore consapevolezza di me, e vorrei anche amarmi di più, ignorando le critiche altrui. Per fortuna, quando faccio una cosa, la faccio sempre per me stessa, perché poi penso che tanto ti criticheranno sempre, e allora a volte meglio fregarsene. Ho un tatuaggio che dice “Segui il tuo cuore”. Dovrei scrivere “Seguo il mio cuore”. Lui non sbaglia mai 🙂

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    1. Se è questo che vuoi lo otterrai. Io prima volevo ma non riuscivo. Adesso sono arrivata a un punto in cui talmente me ne frego di chi non riesce a capirmi che nemmeno mi scompongo. Chiaro che ci sono relazioni che in questo modo rimangono a mezz’aria, chiaro che ci sarà sempre qualcuno che mi fraintenderà, ma quelli che rimangono sull’onda per me sono come fratelli. Non ho più voglia di dare spiegazioni a nessuno.

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  5. Ho pensieri discordanti e spero di non essere frainteso. Tra l’altro è un argomento che mi frulla in testa da un po’ e magari ci farò un post. La donna forte mi piace e concordo con te sul fatto che sia quanto meno ingeneroso educarle sin da piccole le bambine per inculcare dei ruoli di genere. Non condivido invece il credere che necessariamente solo perché si è donna si sappia di più o si abbia una intelligenza diversa. Donne e uomini sono prima di tutto persone e ci sono persone stupide ed altre intelligenti.
    Concordo sul fatto che non ci deve essere nessuna competizione o sostituzione di ruoli e si può benissimo essere donna con pari diritti e dignità di genere ma se si vuole essere anche femminili.
    Invece non sono d’accordo sul dire che una soubrette o aspirante tale sia in difetto è contro le lotte femminili del passato. Anche li ci possono essere cretine ma anche no. Anche spogliarsi o fare determinate carriere deve a mio avviso essere una possibilità contemplata e riconosciuta. Le donne come gli uomini non son tutte uguali e bisogna anche rispettare scelte diverse. Poi è ovvio che esiste la disonestà personale che potrà sempre portare qualcuno, sia esso maschio o femmina a fottere il prossimo ma ciò non c’entra col genere.

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    1. Tranquillo non ti fraintendo e mi rendo conto benissimo di aver calcato la mano con la parola “soubrette”, che in realtà non vorrebbe dire nulla di male, se per soubrette indichiamo la Cuccarini e dintorni, per intenderci. Chiaramente, era inteso nell’accezione negativa e non riferita alla professione artistica.

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      1. Ma sai, io anche qui non è che farei troppi distingui! Soprattutto se basati su giudizi moralisti. Mi spiego meglio: io così come non trovo nessuna differenza nel dare pari dignità professionale ad un che so Carlo Conti e ad un Rocco Siffredi allo stesso modo non vedo perchè una Cuccarini dovrebbe essere considerata meglio che so di una Eva Henger o di una prostituta. Se la scelta di intraprendere determinate carriere è libera allora va comunque rispettata.Ed invece trovo che qui, quando si tratta di uomini va tutto bene…che mito..che figo…che bravo…ma se si tratta di donne allora che puttana…che svergognata…che idiota…sa fare solo pompini ecc ecc. Trovo che questi giudizi siano spesso errati, dettati altrettanto spesso da una invidia latente o da un moralismo che è il vero nemico della libertà di ognuno di noi.Per me l’unica accezione negativa sta nel fatto che, in ambito lavorativo delle persone possano ottenere qualcosa in un modo non lecito ai danni di altri. In quel caso, maschio o femmina che sei resti comunque un pezzo di merda!

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      2. Hai detto:”l’unica accezione negativa sta nel fatto che, in ambito lavorativo delle persone possano ottenere qualcosa in un modo non lecito ai danni di altri.” Io aggiungo che alcune persone, uomini o donne che siano, col loro modo di fare possono danneggiare l’umanità più di quanto si pensi. Per mancanza di consapevolezza, non per altro. Voglio quindi sperare che tu non vada oltre con l’interpretazione del mio post, soprattutto su concetti che non ho espresso. 😉

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