Divagazioni da palestra

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In palestra io ci vado per allenarmi. E grazie, state pensando voi! No, perchè dite così, guardate che non è per niente scontato, eh?

Gli “animali da palestra” sono variegati, solo un occhio distratto può comprenderli nella stessa categoria e specie.

Quelli che vanno veramente ad allenarsi, ma parlo dei frequentatori della sala attrezzi, li riconosci appena arrivano: hanno il viso un po’ scuro, di quelli che stanno per passare un brutto quarto d’ora. Parlano malvolentieri, preferibilmente a gesti ed espressioni, da far invidia ai non udenti(vedi il tipo dell’altro giorno), anzi, per non rischiare di essere interrotti sul più bello, si piazzano le cuffie nelle orecchie, ignorando la musica della palestra, generalmente brutta e demotivante, sparata ininterrottamente,  a tutto decibel.

Ci sono pure quelli che non si sa perchè si trovano lì: chiacchierano, si scambiano foto e filmati coi cellulari, e tra una serie e l’altra passano mezz’ore intere, riempite soltanto da risate, chiacchiere e pettegolezzi dell’ultim’ora.

Capire di avere a che fare con qualcuno che di allenamento non ci capisce una mazza non è difficile, e vi fornisco un paio di esempi di situazioni capitate proprio a me, di cui la seconda, proprio oggi. Perchè oggi il post non lo avrei proprio fatto, anzi, stamattina ho letto pigramente e piacevolmente vari blog dove non andavo da un bel po’, nonostante mi piacciano, per mancanza di tempo. Ma come si fa a non scrivere un post, dopo questo?

Un tipo che conosco si sistema sulla panca proprio davanti al mio tapis-roulant, mentre sostengo un bel 9,5 km/h, ed attacca con la sua triste storia sentimentale. Ora, io stavo pure un po’ incazzata, altrimenti mica si reggono 9,5 per giunta sul tapis, devi avercela un po’ di adrenalina, ma questo qui mi ha fatto girare quelle che non ho per la sua stupidità, ed ora di adrenalina ne ho un po’ troppa, tra un po’ cadrò in fase rebound!

Mai, però, come quella volta che una tipa si piazzò sul tapis accanto al mio (il suo era fermo, però), e si mise a raccontarmi tutta la storia dell’adozione dei suoi ultimi cuccioli di cane, strappati ad una triste sorte di abbandono. Che poi non fu tanto la storia ma il suo modo flemmatico di parlare a farmi improvvisamente smosciare, costringendomi a concludere l’allenamento prima del previsto. Vi è mai successo di essere colti dal sonno all’improvviso, semplicemente per il modo di parlare di una persona? A me si, ma se succede in palestra è un disastro.

In sala attrezzi, è meglio arrivare già con gli auricolari piazzati nelle orecchie?

Maria Antonietta BS

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20 pensieri riguardo “Divagazioni da palestra

  1. Come stai perché ti ho già detto vado in palestra ormai da quasi vent’anni spesso spesso e volentieri tre volte a settimana iscritta la prima volta da mia madre!
    Faccio Pilates corpo libero striding e adesso che va di moda ogni tanto prova l’ebrezza della Zumba!
    E in quei 50 minuti tempo di chiacchierare non ce n’è!
    Ovviamente non vi è un clima maniacale e si sono create amicizie anche al di fuori e si può andare a un cinema oa mangiare qualcosa insieme come infondo si fa se si è in sintonia tra colleghi di ufficio o tra genitori che vanno a prendere i figli a scuola! Dunque ben venga la voglia di socializzare magari a tempo debito😃

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  2. Questa è una delle ragioni per cui non ho mai amato le palestre: vedere che un tipo punta mentre io ci do dentro tutta sudata e con la faccia deformata tipo Urlo di Munch mi urta. Infatti per ovviare al problema, ho sposato un personal trainer 😀

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  3. In palestra ci vado e frequento i corsi… che sono tutti al femminile (al 99%), quindi la fase “acchiappo” è esclusa a priori per mancanza di varietà.
    E poi evito le palestre “grandi”, quelle con bar, parrucchiere e negozi per fare shopping, preferendo quelle composte da sale per i corsi e sale pesi che puzzano sempre di sudore. Stop.
    Tentazioni escluse anche qui per mancanza di luoghi di aggregazione.
    Io, pur non essendo una maniaca dell’allenamento, mi metterei le cuffiette nelle orecchie in sala pesi, non tanto per ascoltare musica e concentrami di più ma per lanciare un chiaro messaggio: “non rompere”.

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  4. Non sono mai stata un’amante delle palestre ma per quel poco che ho frequentato non sopportavo i tizi che stanno lì solo per farti perdere tempo e vogliono chiacchierare. Io tempo ne ho poco e fiato ancora di meno quindi rispondere a monosillabi non riuscendo nè a sostenere la conversazione nè a procedere all’allenamento è fastidioso.
    Per quel poco che ho visto io le palestre sono luogo frequentato da poche persone che si allenano e tante che stanno lì per la loro vita sociale

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