Divagazioni dalla camera oscura (inspired)

Quando si parla di crisi, subito la mia mente va all’epoca dei nostri nonni e bisnonni e mi chiedo se davvero ci manca qualcosa di materiale e, se si, mi chiedo se sia realmente essenziale oppure reso tale dai condizionamenti esterni.

Viviamo in modo strano, identificati in schemi spesso contraddittori che ci conducono al conflitto con noi stessi, e dunque direi pure alla follia, al vivere fobico, apparentemente senza via d’uscita.

E tutto questo, perchè? Perchè abbiamo deciso di non avere un’anima ma solo un corpo, abbiamo stipulato un atto di fede con noi stessi che ci consente di credere solo ai nostri occhi, alla nostra vista, al tatto, ai sensi. Sensi che mentono. E mentre viviamo come sonnambuli ormai incapaci di guardarci dentro ma bravissimi ad assimilare tutte le indicazioni esterne su come diventare dei perfetti automi (o idioti?), perfettamente incastrati negli schemi studiati a tavolino da qualcun’altro, amiamo raccontarci la favola della crisi economica, di cui tutti siamo responsabili, nessuno escluso.

Si, perchè abbiamo una visione settoriale e distorta del mondo e delle sue leggi, ma non ce ne rendiamo conto, consideriamo ignoranti quelli che non sanno ciò che sappiamo noi o chi è diverso da noi, non comprendiamo la ricchezza dell’alterità ed è questa una causa dell’alienazione dell’uomo moderno. Ci sentiamo fighi ed intelligenti, anzi, quanto più neghiamo la nostra parte più spontanea ed irrazionale, tanto più ci crediamo evoluti ed illuminati. Invece siamo repressi e bene incastrati nel nostro gioco di ruolo, peccato però che questo non è un gioco ma la nostra vita, che rischia di essere interamente sprecata nella negazione della sua parte più importante: l’anima, con cui abbiamo perso i contatti.

Mentre tutto intorno scorre veloce e tutto sembra essere finalizzato ad eliminare ogni piccolo spazio di tempo libero, tempo non solo per pensare e riflettere ma anche per creare il vuoto e “sentire”, gli eventi dominano la mente, la opprimono, la riempiono di ansie e preoccupazioni inutili, si, perchè spesso riguardano qualcosa che non accadrà mai.

Nessuno può avvertire felicità se oppresso dall’ansia del futuro, si può essere felici solo se si impara ad essere presenti a se stessi, anche con qualche problema, ma mai in proiezione di un futuro che non si conosce e che comunque dipende anche da come viviamo il presente. Tanto vale, meglio viverlo in modo semplice e lineare, non proiettando su se stessi la spazzatura che viene da fuori, in particolar modo dalla TV. Potrei citare alcuni programmi trash su cui mi è capitato di fare zapping e che mi hanno sconvolta per la volgarità dei messaggi che mi arrivavano, ma non voglio perdere il filo.

Siamo persuasi dai nostri sensi e dalla nostra mente, perciò ci inganniamo da soli, cerchiamo nel mondo ciò di cui abbiamo bisogno e che invece è in noi stessi, nella voragine,  dove temiamo di entrare perchè da fuori sembra troppo buia. Ed infatti lo è, guardata da fuori, ma l’esperienza ci insegna che anche la vista si adatta dopo qualche minuto al buio, dunque perchè la nostra mente non dovrebbe saperlo fare?

Il running è un modo perfetto per creare il vuoto, per scrivere su un foglio bianco, per aprire varchi, ma bisogna saperlo fare, consapevolmente. Molti runners hanno scoperto qualcosa correndo ma non hanno ancora collegato l’esperienza al suo significato, hanno solo “sentito” la vita che pulsa, allontanandosi dal pensare tossico, dai ragionamenti fallaci.

Saper ragionare è utile, non però quando ciò significa pietrificarsi in regole apparentemente indiscutibili perchè in questo mondo nulla è immutabile e sempre perfettamente al suo posto. Solo persone cieche e  superficiali possono credere ad una cosa del genere.

Abbiamo ucciso la spiritualità, abbiamo negato la nostra essenza, abbiamo occultato l’anima e adesso l’umanità è malata, in crisi, ha paura, vive nell’ansia del domani. Questo perchè l’esistenza perde il suo senso quando viene privata della sua parte essenziale, che è la forza creatrice della vita stessa, che si crea continuamente in forme e sfaccettature differenti. Oggi niente è uguale a ieri e domani sarà diverso da oggi.

Bisogna vivere il presente e renderlo unico ma per fare questo non servono grandi discorsi o ragionamenti filosofici: bisogna agire con senso di responsabilità.

Maria Antonietta BS

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21 pensieri riguardo “Divagazioni dalla camera oscura (inspired)

  1. Hai scritto un bellissimo post che condivido, siamo noi che decidiamo della nostra vita, la tv per me puo’ anche non esistere, e’ inutile e dannosa, un abbraccio cara, buona serata, bellissimo il tuo pensiero che fa riflettere, baci, ❤

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  2. ” Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere” – Dalai Lama
    Ecco che in questa frase viene racchiuso tutto, e leggendo le tue belle parole, mi è subito venuta in mente.

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