La libertà del fartlek

L’allenamento abituale del runner, ossia il fondo lento, può essere svolto con variazioni di velocità non programmate, ad intervalli non stabiliti precedentemente, quelli che io chiamo “scatti a sensazione” perchè mi regolo di volta in volta su come inserirli.

Una pratica che si differenzia, quindi, dall’interval training.

E’ un allenamento diverso, il ritmo lento e meditativo viene interrotto da qualche sprint che rivela le potenzialità del runner e gli consentono di tastare i cambiamenti ed i miglioramenti che sono in atto, senza spossarlo eccessivamente.

Questo modo di correre si chiama fartlek. Le variazioni possono essere lunghe o brevi, prendendo come parametro di riferimento il battito cardiaco oppure un certo tratto (per esempio da un lampione ad un altro lampione). Inoltre, importantissimo, le variazioni possono essere inserite non solo con un cambio di velocità ma anche di pendenza, per esempio su scalinate, salite, ecc…

Dopo qualche seduta di questo tipo si possono notare già dei miglioramenti nella velocità.

Il bello del fartlek è che può essere eseguito su qualsiasi tipo di terreno, perfino sul tapis-roulant.

Maria Antonietta BS
fartlek_divagazioni_blog

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23 pensieri riguardo “La libertà del fartlek

      1. vero…non si migliora. E’ che per migliorarsi bisogna impegnarsi e per impegnarsi bisogna avere la testa per mettersi di buzzo buono…ecco perchè spesso ti ritrovi a fare del fondo lento…annoiandoti.

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  1. Io sono un po’ una maniaca delle ripetute, sicchè quando parto per fare il fartlek alla fine poi lo trasformo sempre in ripetute vere e proprio, nell’ultima fase della preparazione della maratona non le facevo, mi mancano così tanto, non vedo l’ora di riprendere, la prossima settimana!

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      1. Leggo te e i commenti e provo quasi invidia! Io sono nella fase in cui mi accontento di finirlo il mio percorso! 😞

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  2. Io ci provo… Le ripetute le ho abbandonate perchè mi annoiano, rischio di non correre proprio. Gli scatti “a sensazione” (non conoscevo il nome fartlek) continuo a farli perchè purtroppo ho il battito accelerato e poco fiato e mi hanno consigliato variazioni di velocità per migliorare questo aspetto. Un pochino mi hanno aiutata devo dire, non è che sono diventata un genio della corsa pero’ un po’ meglio va.

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  3. ho iniziato a fare Fartlek quando ho letto un tuo post e anche un tuo commento ad un mio post in cui me ne parlavi. Da allora lo faccio spesso. Le ripetute sono ancora troppo impegnative per me non tanto a livello fisico quanto non hanno molto senso farle se non ti alleni spesso. In questo periodo che riesco ad uscire solo un paio di volte a settimana alterno un lungo meditativo o tirato, visto che sto partecipando a qualche garetta, con un allenamento in cui ci inserisco variazioni di velocità. Per ora vado molto a sentimenti, da un albero ad un altro o da quando parto ad un punto di riferimento che prendo al volo. Quando mi va, quando mi sento.
    La noia che provavo quando ho iniziato a correre sta gradualmente e progressivamente svanendo 🙂

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