Il desiderio guida la nostra esistenza

Il desiderio non è la pulsione ma qualcosa che caratterizza l’Essere dell’uomo.

La dimensione del desiderio è distinta dall’istintuale, dalla concupiscenza sensibile, dal bisogno, non muove il soggetto verso l’oggetto ma vive di una dialettica inter-soggettiva, ha come oggetto NON una COSA ma l’avere un posto nel desiderio dell’altro.

Il desiderio non è correlato alla matrice biologico-istintuale e pulsionale.

Recalcati dice che Lacan si rivolge all’etimologia del termine  Wunsch (voto, vocazione, usato da Freud), quindi il desiderio non è un elemento caotico, capriccioso, instabile, ma un elemento ordinatore dell’esistenza, una vocazione che orienta, guida l’esistenza umana.

Il desiderio di Lacan è UNA vocazione fondamentale da cui scaturisce la felicità.

Se si è fedeli a questa vocazione si genera una vita capace di dare frutti, se si tradisce questa vocazione, ci si ammala.

Secondo Recalcati, il passo più importante di Lacan ha a che fare col concetto di responsabilità nella propria soddisfazione umana, sul perchè vale la pena di vivere, cosa rende degna la vita: l’avere assunto la chiamata del proprio desiderio, che non è un gesto che si fa una volta per tutte ma un gesto che si rinnova che non è altro che fedeltà al nostro desiderio.

Questo è un altro breve stralcio di una lezione di Massimo Recalcati che ho cercato di sintetizzare il più possibile limitandomi ai concetti principali.

Di mio voglio aggiungere solo che mi sembra abbastanza chiaro il perchè ci sia tanta infelicità nel mondo, visto che la maggior parte della gente consente ad altri di tracciare la direzione dei propri pseudo-desideri, cosa che non rende più possibile il guardarsi dentro per capire cosa si vuole davvero, e quindi cosa rende la nostra vita ben vissuta.

Maria Antonietta BS

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15 thoughts on “Il desiderio guida la nostra esistenza

  1. Concordo totalmente (e non succede mai ahahahahahah…) sulle conclusioni. Desideri? Cosi facile pilotarli in un mondo come il nostro… felicità derivata dal soddisfacimento dei deisideri? E quali? Personalmente la felicità è “sapere di fare la cosa giusta”. In sintesi 😘 bacione

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  2. Il desiderio può rovinare la vita se si corre dietro a quello sbagliato, a quello che ti è stato imposto platealmente o, molto più spesso, in modo subdolo.

    mi piace moltissima questa definizione “l desiderio non è un elemento caotico, capriccioso, instabile, ma un elemento ordinatore dell’esistenza, una vocazione che orienta, guida l’esistenza umana.”
    Spiega perfettamente l’essenza pura e vera del desiderio.

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  3. Carissima Maria Antonietta, ho scoperto questo blog dopo aver letto il tuo commento in calce al video della professoressa Racci. Ed è stata una piacevole scoperta. Mi è capitato di seguire con interesse le brillanti riflessioni di Massimo Recalcati, essendo io a digiuno delle opere di Lacan. Noi desideriamo il desiderio dell’altro, desideriamo essere desiderati. È’ terribilmente vero. Ma il desiderio è una configurazione della volontà. A questo punto si spalanca una domanda: che cos’è la volontà? Prima di rispondere a tale domanda dobbiamo capire una buona volta che cos’è questo benedetto divenire, cos’è l’essere e cos’è il non essere. In altre parole dobbiamo rivolgerci alla metafisica – la strana donna dall’aspetto austero ed enigmatico. Non è un compito da poco, ma ho indicato in forma schematica la strada da seguire per andare alla radice del desiderio, e lo dico proprio sulla base della lettura ventennale degli scritti di Emanuele Severino. Noi siamo quello che siamo anche perché abbiamo letto certi libri.
    Il significato che la volontà attribuisce al mondo guida la nostra esistenza.
    La filosofia è una guastafeste. Ti faccio i complimenti per il blog, e ben vengano le tue eventuali critiche.

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    1. Ciao, ti ringrazio per l’attenzione, che davvero non mi aspettavo 😉 Intanto, la mia non era una critica ma solo un giudizio ancora in sospeso 😉 Ovviamente, sono stata catturata dalla professoressa per la passione che ci mette, altrimenti nemmeno sarei arrivata lì. Chiaro che siamo ciò che abbiamo letto, ascoltato ed amato. Siamo la risultante di ciò che ci ha trasformato e ci trasformiamo ogni giorno, come ho scritto in un mio post. Ciao e grazie 🙂

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