Noi, quelli dell’alba, filosofia running

running oggi
Bari, ore 5,00

Ci vuole volontà per alzarsi alle cinque, bere qualcosa di leggero e andare fuori a correre.

Ci vuole forza mentale per buttarsi sulla strada mezzi addormentati.

Ci vuole sincerità per rimanere soli coi propri pensieri.

Ci vuole amore per farlo con lo stesso entusiasmo di sempre.

Ci vuole ascolto per accogliere i messaggi del corpo.

Tutto questo io lo chiamo carattere.

Maria Antonietta BS

Running_7_giugno
Alba del 7 giugno 2016 a Bari

 

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28 pensieri riguardo “Noi, quelli dell’alba, filosofia running

  1. Wow! Le tue parole mi invogliano e tira fuori il mio carattere!!!
    Le poche volte che ho provato a correre all’alba è stato drammatico, le gambe proprio non giravano; sicuramente è solo questione di abitudine (per le gambe) e di carattere (per la testa).

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  2. Carissima Maria Antonietta, mi compiaccio con te per la forza del tuo carattere.
    Hillman riteneva che il carattere «si rivela solo alla fine della vita». Egli, in una intervista a Silvia Ronchey, l’aveva sparata grossa, era arrivato a dire che «la vecchiaia è la manifestazione suprema del carattere». A volte Hillman mi lascia perplesso. Direi piuttosto che con l’invecchiamento si riducono sia l’aggressività sia le pulsioni sessuali – le due grandi forze dell’inconscio, per usare il linguaggio Freudiano.
    Mi piacerebbe leggere un tuo commento intorno all’eleganza. Tempo fa mi sono imbattuto in una formidabile definizione di Balzac, cito a memoria: «è elegante chi sa infondere una delicatezza regale ad ogni suo gesto». Che ne pensi?
    Affettuosamente,
    Mario Guido Ciattoni

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    1. Mario, bellissimi spunti i tuoi, che hanno generato in me delle riflessioni. Intanto, che il carattere si riveli alla fine della vita è una bella notizia, sempre se attendibile, ma anch’io credo sia così. Ma insomma, chi vivrà, vedrà. 😉 Io posso essere solo testimone di me stessa e quindi posso affermare con certezza che c’è una parte del carattere che rimane non dico fissa ma, diciamo, persistente, mentre le esperienze della vita, nel frattempo, cesellano e rendono necessarie alcune modifiche, almeno nel temperamento. Ho sempre avuto un carattere forte, a dispetto delle apparenze, infatti non ho mai avuto bisogno di mostrare aggressività, tranne in casi rari, per farmi rispettare. Credo che la forza vera che ognuno di noi dovrebbe avere consista nel rimanere se stessi, che vuol dire avere rispetto di se’, del proprio sentire, e non farsi cambiare dagli altri, dal giudizio, dalle opinioni, ma solo da una propria esigenza di cambiamento. In parole povere: so che posso cambiare qualcosa di me, ma solo se voglio, non per gli altri. In questo senso, e solo in questo senso, potrebbe essere giusta l’affermazione di Hillman: solo alla fine della vita si vede ciò che siamo diventati, come abbiamo reagito alle difficoltà, come abbiamo elaborato le delusioni, se le abbiamo utilizzate per migliorarci la vita o per chiuderci in noi stessi. Ma come mai dal carattere passi subito all’eleganza? Così, per curiosità 🙂 Se vuoi un parere, credo che l’eleganza parta dalla testa. E’ impossibile essere eleganti se si nutrono idee volgari. E qui, avrai capito che per me l’eleganza va oltre il vestito. Ciao e grazie a te 🙂

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      1. Grande Maria Antonietta. Non mi aspettavo una risposta così bella, stavo per dire elegante.
        Il fatto è che sono rimasto abbagliato da un libricino intitolato Trattato sulla vita elegante del Balzac. Perché passo dal carattere all’eleganza? Se stiamo alla definizione che ti ho proposto, l’eleganza può essere interpretata come un aspetto fondamentale del carattere. Spesso le donne tendono a scimmiottare gli uomini, tendono a mascolinizzarsi. Ma l’eleganza a mio avviso è una prerogativa eminentemente femminile, che, come giustamente hai notato, va al di là dell’abbigliamento. E’ la capacità di imprimere al discorso un fascino che si irradia fino alle maniere, è la capacità di saper parlare e tacere, di occuparsi degli altri con delicatezza, è la purezza del linguaggio, è una cortesia non affatto forzata. Ed è tante altre cose ancora. E tu sei sicuramente una persona elegante.
        Affettuosamente,
        Mario Guido Ciattoni

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  3. Carissima Maria Antonietta, faccio autocritica. sono tornato sul mio ultimo commento che avevo scritto di getto e mi sono reso conto che è intollerabilmente lacunoso. A me sta a cuore il processo di liberazione della donna dalla condizione di asservimento in cui è stata tenuta dal sistema maschilista di organizzazione della società. Nel Trattato di Balzac sull’eleganza c’è l’idea di un mondo utopico in cui non v’è traccia di conflitti tra maschi e femmine. Ma la famosissima realtà è tristemente diversa. E i femminicidi – interminabile atroce bollettino di guerra diramato dai mass media – ce lo dicono quotidianamente. Non parliamo poi della situazione femminile nei Paesi islamici.

    Mi viene in mente la famosa sentenza di Simone de Beauvoir: « donna non si nasce, si diventa» – musica per chi crede che i comportamenti derivino dall’imprinting esercitato dall’ambiente sociale. E’ il caso di ricordare pure alcune frasi di Valerie Solanas (l’autrice del manifesto per l’eliminazione dell’uomo): «gli uomini sono vanitosi, frivoli, triviali e deboli» (io aggiungerei anche aggressivi). E le donne? «Le donne sono risolute, indipendenti, coraggiose, vitali, dal forte carattere, etc.» Ma chi è il maschio? «Essendo una femmina incompleta, il maschio trascorre la vita cercando di completarsi, di diventare femmina». Io sarei tentato di sottoscrivere tutti i pregi che Valerie Solanas attribuisce alle donne, la quale, attenzione, nella vita era squilibrata perché voleva mandare all’altro mondo nientedimeno che Andy Warhol. Purtroppo ho anche riscontrato forme di mascolinizzazione da parte delle donne (trivialità e aggressività), lo dico per esperienza personale. Ciononostante continuo a credere a una soggettività morale specificamente femminile – penso ai sentimenti di simpatia e compassione – perfettamente compatibile con il concetto di eleganza che ho maturato negli anni. Ma il fascino magnetico è il fine ultimo della vita elegante.
    Affettuosamente,
    Mario Guido Ciattoni

    P.s. Ok quando dici che sai essere cruda quando recepisci la falsità.

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    1. Ok, mi hai fatto incuriosire abbastanza sul libro, che comprerò 😉 Passando ai femminicidi, è veramente frustrante dover ascoltare OGNI SANTO GIORNO una notizia di questo tipo. Se, come dice Simone de Beauvoir: « donna non si nasce, si diventa», è anche vero che pure uomini si diventa ed è l’educazione ricevuta dalla famiglia la maggior responsabile della mentalità maschilista, quindi ben vengano le pene, ma meglio prevenire che curare. Certo, i governi dovranno prendere in mano la situazione perchè non è possibile che uno ammazzi la moglie e la fidanzata e la passi liscia perchè ha un avvocato che lo fa risultare in preda ad un raptus. Ciao Mario

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      1. Carissima Maria Antonietta, sei arrivata al cuore di tutta la faccenda. Tu dici che «è l’educazione ricevuta dalla famiglia la maggior responsabile della mentalità maschilista». Sì, è proprio così, il comportamento dei figli dipende prevalentemente dall’educazione ricevuta in famiglia. Ecco perché diventare padre o madre significa assumersi una responsabilità immensa. Gioca un ruolo decisivo anche il misterioso scambio biochimico tra il bambino e la madre all’interno dell’utero.
        Educare, educere, tu me lo insegni, significa condurre (ducere) fuori da (e), tirare fuori il meglio da una persona. Le madri e i padri devono avere la capacità di tirar fuori il talento o i talenti che ogni figlio porta con sé. È un compito arduo e grandioso. Non esiste un libro-ricetta intitolato Il ruolo della madre reso facile con chiave degli esercizi. Sempre rimarrà decisivo l’esempio incarnato dai genitori più che la superstizione nel potere taumaturgico delle parole. E i padri e le madri, lungo il cammino delle impervie strade della vita, dovranno imparare ad evitare quella che possiamo indicare come la più temibile delle catastrofi pedagogiche: la noia dell’ascoltatore.
        Io ho deciso di non avere figli per non accollarmi una responsabilità micidiale.
        Tu hai figli ? Se li hai – sulla base di quello che posso capire dalla lettura di ciò che hai scritto sin qui – allora li avrai educati bene. Tu sei all’altezza dell’immane compito.

        Ciao Maria

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    2. Valerie Solanas afferma che «gli uomini sono vanitosi, frivoli, triviali e deboli»
      Beh, vanitose e frivole sono anche alcune donne, quindi si tratta di una caratteristica prettamente umana, non di genere. La trivialità, invece, è tipicamente maschile e mi da’ molto fastidio! Tristemente l’ho anche osservata in alcune donne che mi hanno fatto ribrezzo. La debolezza e l’aggressività vanno a braccetto, infatti chi aggredisce è uno che ha paura. Quale paura non si sa, ma sicuramente non la sa gestire. 😉

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  4. correre la mattina all’alba da una carica che le altre corse non riescono a dare. Ci vuole testa…ma si è ricompensati pienamente.
    A me piace farlo con una piccola musica rilassante di sottofondo….un dolce risveglio mentre il sole sorge.

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