Citazioni- DAY THREE(ultima puntata)

Ed ecco il mio terzo giorno dedicato agli aforismi, gioco che gentilmente Monica mi ha proposto. Ricordo che il DAY ONE degli aforismi è qui ed il DAY TWO è qui. Mi sono divertita ed ho riflettuto, e credo sia il massimo che si possa chiedere ad un post. In questo terzo giorno credo di aver condensato quelli che secondo me sono i principi di una buona vita, che poi vorrebbe significare il senso del nostro vivere.

In ogni momento la vita abbonda, scorre, irriga il quotidiano al quale non sappiamo prestare attenzione. E’ dalla realtà più ordinaria che filtra l’acqua della sorgente, ma prima di arrivare a comprenderlo, ad ammetterlo, c’è tanto da sfrondare.[Charles Juliet, da“Dans la lumière des saisons” ]

Tutta la vita degli uomini può riassumersi molto facilmente nell’attesa di qualcosa, e la vita passa senza coglierne la ricchezza dei dettagli  che dovrebbero saziarci in ogni istante. Ed è, appunto, l’istante quello a cui prestare attenzione.

Se sei abbastanza coraggioso da lasciarti dietro tutto ciò che è familiare e confortevole, e che può essere qualunque cosa, dalla tua casa ai vecchi rancori, e partire per un viaggio alla ricerca della verità, sia esteriore che interiore; se sei veramente intenzionato a considerare tutto quello che ti capita durante questo viaggio come un indizio; se accetti tutti quelli che incontri, strada facendo, come insegnanti; e se sei preparato soprattutto ad accettare alcune realtà di te stesso veramente scomode, allora la verità non ti sarà preclusa.[Elizabeth Gilbert]

Chi cerca la verità non fa sconti a se stesso ed è disposto a tutto, anche a rinunciare alle confortevoli certezze, pur di raggiungerla. Concludo questo interessante ed intrigante gioco propostomi da Monica con un altro aforisma che si presta, a mio avviso, a più di una interpretazione . 

Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l’abisso vorrà guardare dentro di te.[Nietzsche]

Non so cosa Nietzche avesse in mente di preciso affermando ciò ma non mi riesce difficile immaginarne varie matrici. Per esempio, giudicare, condannare qualcosa, rifiutandola in se’. Per esempio, negando l’esistenza di un Essere supremo. Ecco, io credo sia questo il peccato più grande che l’uomo possa commettere: negare Dio, desiderare di esserlo ed arrivare addirittura a credere di esserlo. “Se esistessero gli dèi, come potrei sopportare di non essere dio!” Da questo non si esce indenni.

Maria Antonietta BS

Il gelso matura e non si chiede se è Dio

Pranzo con amici1.jpg
foto scattata il 23 Maggio 2016

La mandorla matura e non si chiede se è Dio

pranzo con amici7.jpg
23 Maggio 2016

 

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9 thoughts on “Citazioni- DAY THREE(ultima puntata)

  1. perchè negare la divinità…tutto può essere nell’universo…e mai e poi mai credersi onnipotenti…basta una piccola buca , una storta e sei con il kiul per terra. siamo uomini, crediamo in noi stessi e nel nostro rapido passaggio in questo mondo così bello, godiamocelo. buondì tesò ❤

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  2. Carissima Maria,
    tu dici che «negare l’esistenza di un essere supremo è il peccato più grande». Ora faccio riemergere tutta la mia adesione alla filosofia di Emanuele Severino: il peccato più grande (l’assurdo, l’errore, l’orrore) è pensare che l’essere (qualsiasi determinazione del mondo) possa identificarsi con il nulla. Noi siano fatti a strati: c’è lo strato più superficiale (l’io dell’individuo) che vuole far diventare altro le determinazioni del mondo (crede nella trasformazione delle cose, pensando che l’essere si identifichi al nulla), e c’è lo strato più profondo (l’io del destino) che vede l’impossibilità dell’identità tra l’essere e il nulla (vede l’impossibilità del diventar altro).
    L’accenno all’io del destino è un invito all’esercizio di tre pratiche:
    1) La pratica della contemplazione – percepire lo spettacolo di ciò che appare ai nostri sensi, senza sovrapporgli schemi interpretativi.
    2) La pratica della teoresi – accertamento della verità dell’essere.
    3) La trasformazione dello sguardo – l’annullamento non appare, la variazione del mondo è l’apparire degli eterni.
    Sono cenni, allusioni, spunti per ulteriori riflessioni; ho omesso le argomentazioni che fondano le tesi che ti ho proposto, tanto resta ancora da dire.

    Affettuosamente,
    Mario Guido Ciattoni

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    1. Confesso che non conoscevo Severino, comunque la prima pratica è molto conforme a ciò che si dovrebbe fare sempre, in ogni caso e cioè osservare senza trarre conclusioni o esprimere giudizi. E’ un comportamento saggio. Per me l’essere non viene dal nulla per poi ritornare nel nulla; l’essere subisce trasformazioni ma lo rimane sempre, quindi è eterno. Non so se sono riuscita a spiegarmi. Ciao Mario.

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