Esperienze estetiche

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In spiaggia- 27 settembre 2016

E’ assolutamente soggettiva la capacità di sentire, di percepire il bello.

Ad un certo punto, siamo catturati da qualcosa di indefinibile che risveglia l’immaginario senza poterlo spiegare o dimostrare. Senza definizioni.
Il punto è che non solo percepiamo in modo unico ed irripetibile, ma è unico ed irripetibile anche il bello che c’è fuori di noi.
La bellezza del sole che sorge o tramonta è pura verità, ma la poesia di questa immagine può non essere compresa da tutti allo stesso modo, eppure è oggettiva e manifesta, soggetta al giudizio dello spettatore, libero di apprezzarla così com’è.
Potrei parlare di verità nascosta, ma preferisco definirla esperienza estetica soggettiva.
Non basta una voce, serve anche un orecchio che sappia ascoltare, nel caso della natura, occhi che sappiano vedere e sensibilità per percepire.
E qui il capire non è sufficiente, il conoscere non può sostituire il sentire, al massimo vi si può associare.
Ciò che mi chiedo, allora, è se possa esistere un sentire universale, un riconoscimento che metta tutti d’accordo nel dire che qualcosa emoziona, suscita amore, cattura l’attenzione, affascina e soddisfa.
E’ bello ciò che piace oppure c’è in tutti noi un potenziale sfruttato male per riconoscere la bellezza?
E la bellezza è forse una qualità che in qualche modo riporta al buono, alla felicità, ad un sentimento di completezza o è puramente bellezza e niente altro?
La bellezza è, forse, un ritorno “a casa”, a qualcosa che abbiamo nel dna e conosciamo a livelli non sensibili? Poichè non ha bisogno di spiegazioni,  è una conoscenza innata?

Da dove ci viene questa conoscenza?

Maria Antonietta BS

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Ascoltare la risacca, annusare profumi- 27 settembre 2016

 

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10 thoughts on “Esperienze estetiche

      1. Ho lavorato fino a tardi ieri ma quando sono tornata a casa dopo aver avuto un pensiero fisso in testa tutto il giorno sono stata accolta da delle scuse, da un sorriso e da un comportamento esemplare. A volte noi adulti ci crogioliamo sopra ai problemi mentre i bambini hanno tempi di recupero immediati. Ad ogni modo una bella conversazione a due con calma ce la siamo concessa. 🙂

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  1. Post molto ricco di spunti. Il bello che piace è storia di folosofi e di Kant, ma piuttosto che rifarsi a filosofi ci si dovrebbe interrogare alla tua maniera.
    Semplice ma non banale, dire è bello ciò che riteniamo tale. La bravura sta nell’interpretare e speigare, nonchè illustrare, il “tale”.

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  2. certo, per me esiste la Bellezza “oggettiva”inattaccabile che produce in tutti le stesse emozioni: è la reazione di ognuno di noi che cambia, in alcuni queste stesse sono soffocate, forse da uno spirito o anima che dir si voglia troppo piccoli per contenerle…buondì carissima

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