Elena Ferrante, è caccia all’uomo

No, scusate, volete davvero farmi credere che la privacy della traduttrice Anita Raja sia stata violata con precisione millimetrica, valutandone la sua situazione patrimoniale? E quindi ora mi aspetto, come minimo, che non si abbiano più remore nell’indagare altre situazioni, ben più interessanti, come quelle di provenienze illecite di denaro, oppure lavoro nero, riciclaggio, ecc…
No, perchè a me sembra del tutto lecito voler scrivere sotto pseudonimo, lo trovo un atto di libertà,  che non lede, non invade quella altrui e non crea danni alla società.
Non mi ero accorta che il mondo fosse così interessato a far luce sulle verità, al punto da farci un’inchiesta, mentre altrove imperversano situazioni a dir poco distruttive, non solo lasciate a se stesse ma, anzi, protette ed occultate.
Però…però…

A me piace fare anche l’avvocato del diavolo e il dubbio che possa essere stata lei stessa a voler venire allo scoperto, ce l’ho. Lasciando qualche piccolo indizio, il resto viene da se’.

Il modo per rimanere anonimi c’è: basta non confessare MAI. 😀
Maria Antonietta BS

 

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