L’ingannevole, compulsiva ricerca di libertà

La superbia, l’illusione di farsi da se’, traggono in inganno, come il pensare che la libertà coincida con la solitudine, come il vivere nell’ebbrezza dell’illusione di autosufficienza, facendone oggetto di vanto personale, di maturità. Essere maturi, invece, è capire che ciò che siamo oggi lo dobbiamo anche agli altri, a tutti quelli che abbiamo incrociato nella nostra vita, per pochi giorni, un anno, 10 anni, non importa: nessuno è entrato nella nostra vita senza lasciare un po’ di se’.
Gli altri ci hanno svelato a noi stessi, ci hanno formato.
Ormai si vive senza storia, senza ricordi. Si ritiene come massimo segno di intelligenza e libertà il pensare solo a se’, vivere per se’.

Riteniamo normale usare gli altri per poi calpestarli quando non servono più. Riteniamo atto di libertà amarli quando ci gratificano e metterli alla gogna quando ci raccontano verità spiacevoli su noi stessi. E invece dovremmo ascoltarli, vederci coi loro occhi, lasciarci svelare.

Questo penso.

Mi colpisce ogni giorno di più questa ricerca spasmodica di dissociazione, pura alienazione mista a superbia e sopravvalutazione di se’, che si vuol chiamare libertà.
Abbiamo tutti qualcuno da ringraziare, del nostro presente ma anche del passato. Basta un po’ di sincerità con se stessi per mettere da parte gli individualismi inutili che non fanno altro che frenare l’evoluzione personale.
E chi sa ringraziare apre le porte della propria vita all’auto-consapevolezza e all’amore.
Maria Antonietta BS

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immagine dal web

 

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16 pensieri riguardo “L’ingannevole, compulsiva ricerca di libertà

  1. ciao Mariantonietta,
    parole sagge le tue…purtroppo si vive in un paese di cattiveria ed egocentrismo che calpestano ogni singolo valore rimasto in vita, il quale non emerge perché calpestato e insultato !!posso dirti che si stava meglio prima quando si stava peggio molta cattiveria non esisteva proprio

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    1. l’egocentrismo è diventato ormai patologico, il problema è che ormai il bue dice cornuto al ciuccio, o, se preferisci, nessuno è in grado di togliere quella maledetta trave dall’occhio e riconoscere che le accuse fatte agli altri spesso sono proiezioni di se’, negli altri non si sopportano i PROPRI difetti

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