Il falso mito di onnipotenza

Percepisco intorno a me tanta insoddisfazione generale, come se la gente fosse in cerca dell’isola che non c’è. La gente vuole tutto e il suo contrario. Quanti hanno sperimentato il ridimensionamento di se’, il senso del limite? E non è cosa da poco perchè qui entrano in gioco le priorità.
Dite che sbaglio?
Cioè, mi spiego meglio, è come se le persone si sentissero continuamente frustrate da ciò che non hanno o non sono, perdendo di vista tutto ciò che comunque c’è all’attivo. (e c’è, vi assicuro)
Un esempio tra tanti: il lavoro, -sempre per chi ha la fortuna di averne uno- è sempre oggetto di lamentele; ma perchè se non fai il calciatore, la velina, l’attore, lo scrittore di best seller, non sei nessuno? Quale assurdo pensiero si sta insinuando nella mente, nell’immaginario collettivo, che rende insoddisfatti di se’ e di ciò che si fa, quando invece ci sarebbe da chiedersi con quale impegno lo si fa, e non altro?
Ogni cosa, fatta con amore e massimo impegno, crea soddisfazione. L’esserci, il dare il massimo, senza distrazioni, cambia gli oggetti e non il contrario! Non è ciò che facciamo che ci definisce, ma il come.
Ma dobbiamo esserci veramente.
Ora, ovvio che col mio lavoro esserci è un imperativo, altrimenti succederebbe un pandemonio: non sono consentite distrazioni, navigazioni internet (se non correlate al lavoro stesso), spesa durante l’orario di servizio, azioni diverse da quelle programmate, è pacifico.
Lo sperimento anche col running ed in qualche altra cosa. (ma non chiedetemi quale)
Per essere sintetica, penso che non sia tanto allargare lo sguardo altrove, ma concentrarlo su dove siamo che ci fa sentire meglio: trovare il tempo per gli amici, essere corretti con i colleghi, dare attenzione ai propri familiari, alla propria casa, al proprio ambiente. Rispettare la natura, gli animali.
Amare ciò che si fa, il posto dove si vive.
Abbiamo un potere che non sappiamo di possedere, quello di creare, di cambiare le cose e noi stessi, di personalizzare molti aspetti, a tutti i livelli.
Ciò che la vita ci chiede è donarci, il limite che ci pone è di non pensare solo a noi stessi. Ogni cosa al mondo ci ricorda quanto spazio ci spetta: sta a noi capire e recuperare il senso del limite per andare nella nostra direzione.
Maria Antonietta BS

15055828_10208127021442269_4395019969663308297_n
Le mie riflessioni post running(recuperando sali minerali)
Annunci

20 thoughts on “Il falso mito di onnipotenza

  1. Riflessioni post running… interessante. Siamo sempre più multitasking, le donne sopratutto, ma questo non sempre è un valore aggiunto. Bisogna avere la capacità di mantenere la concentrazione sull’attività principale perché altrimenti di ha la sensazione di non aver concluso niente anche se hai fatto mille cose…
    Ti succede nel running e in un’altra cosa che non ti devo chiedere quale? Bene. Succede la stessa cosa pure a me 😊
    E chissà se ci ho visto giusto 😉

    Liked by 2 people

  2. Sono d’accordo ma in parte, nel senso che se ci accontentiamo non avremo mai di meglio, secondo me il volere qualcosa di più porta a migliorarsi… ovvio che non bisogna essere sempre insoddisfatti…
    Io ad esempio lavoro con o voucher, e mi sembra ovvio volere di più, il mio sogno (che al momento è messo in un cassetto ) è avere un attività mia…
    Però allo stesso tempo mi rendo conto di avere una situazione migliore di due anni fa in cui non avevo nessun lavoro

    Liked by 1 persona

  3. una mia amica una volta mi disse….forse con l’età si entra nella fase in cui si preferisce la ricerca della serenità a quella della felicità.
    Io ho smesso di essere ambizioso, di voler di più…ma vorrei potermi godere serenamento ciò che ho.
    Non so se il commento è centrato con il post…però come al solito prevale il mio…sereno egocentrismo 😉

    Liked by 1 persona

    1. anche se non è molto centrato, però sono d’accordo sul godersi ciò che si ha. Non penso che il mio post riguardi l’ambizione, ma non è colpa tua, non ho sviluppato sufficientemente il tema centrale. Il problema riguarda le proprie scelte: se vai verso A non puoi pretendere di trovarti su A e B. Questa è una tipica schizofrenia dei nostri tempi!

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...