Quella curiosità morbosa verso la vita altrui

Non l’ho mai avuta. Vivo costantemente connessa nella mia, credo sia già un’ottima scelta di parole per spiegare questa curiosità morbosa verso le vite altrui, le case altrui, ecc…
Ho rilevato questa curiosità morbosa sia nella vita reale che nelle connessioni virtuali. In qualche modo, alla gente interessa sapere tutto di certe persone, forse quelle che hanno colpito la propria fantasia ed è disposta a tutto per svelare il mistero, anche compiere atti illegali abbastanza rilevanti, connessi, appunto, allo spionaggio.
Questa è in realtà una tendenza diffusa in questa società. Ricordo, per esempio, che una mia conoscente era ossessionata dalla curiosità di vedere la mia casa, e, come questo, potrei elencare numerosi esempi simili.
Basta accendere la TV e, tra i programmi che io considero trash, ve ne sono molti su questo stampo, tanti Grandi Fratelli, naturalmente artefatti, ma tanto lo spettatore non se ne accorge, che hanno come finalità quella di spiare l’altro, anzichè relazionarvisi.
Ma cosa c’è dietro questa curiosità malsana?
Beh, innanzitutto, bisogna considerare che chi è troppo dedito al guardare, di solito, non è di azione. E’ proprio implicito nel problema: o sei uno che GUARDA o sei uno che FA.
Ovvio che non includo chi osserva, perchè l’osservare fa parte dell’essere presenti a se stessi e nella propria vita, di certo non dell’essere voyeuristi, che è un atteggiamento che io considero poco sano, in tutti i settori e con tutte le implicazioni dello stato.
Difficile credere che la vita di un voyeurista abbia una consistenza, uno spessore.
Una volta ho beccato una persona che, da un palazzo poco distante, mi spiava con un binocolo. Essendo molto ironica e reattiva, cosa ho fatto? Ovviamente, l’ho salutato, ringraziando la presenza di tende in tutte le stanze, una grande invenzione, secondo me. (le tende, intendo).
Altri esempi posso farli citando comportamenti che, attraverso il web, miravano a scoprire misteri di portata mondiale 🙂 sui miei dati sensibili, tentativi attuati con cadenza ossessiva, attraverso messaggerie private di community, attraverso identità multiple adottate sempre dalle stesse persone, in realtà, che avrebbero voluto scoprire chissà quali misteri e quali interazioni segretissime da me intrattenute.
Cosa ci si può aspettare da persone di questo tipo?
Hanno una vita soddisfacente? No, no, meglio chiedersi se hanno una vita, a questo punto.
Quali dati, invece, ricavo io su di loro:
irresponsabilità, inaccettabilità di se’ e della propria vita, comodità, volere la pappa pronta senza stabilire VERE relazioni con L’ALTRO, quello REALE, ossia facente parte della propria VITA REALE, aggressività, e dunque poca assertività.
Quali prospettive di vita hanno queste persone:
dipendenza dall’atto del guardare, assuefazione agli eventi esterni negativi con conseguente indifferenza verso le “brutture”, assuefazione alle facili gratifiche ottenute senza fatica ed impegno, pigrizia, immobilismo nel vivere, poca produttività, conformismo, omologazione, assenza del sacro, assenza di mistero, che io ritengo importantissimo, banalità del vivere, mancanza di creatività, mancanza di arte in tutti i settori di vita.
Come sempre, ognuno poi ha la vita che merita.
Ognuno decide se essere spettatore o attore.
Maria Antonietta BS

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25 pensieri riguardo “Quella curiosità morbosa verso la vita altrui

  1. Perdonami ma in parte dissento o comunque credo che vi sia qualcosa da aggiungere! Allora, sulla morbosità sono perfettamente d’accordo e credo che in qualsiasi aspetto della vita se vi è morbosità vi è anche una distorsione che può essere deleteria se non pericolosa. Questo vale come ho detto per tutto…per il cibo, per il lavoro, per il sesso, per lo sport, per l’amore. Tutto. Figuriamoci quindi per la curiosità che in questo caso però è più intesa come farsi un pò i cazzi degli altri senza averne diritto. Ora…sembrerebbe dal tuo articolo (e magari mi sbaglio ma è questa l’impressione avuta) che questa cosa sia un frutto della nostra attuale situazione e che sia un pò colpa di tv e mezzi di comunicazione. Beh…se fosse questa la tesi allora non sono d’accordo perchè…ahimè questa è una cosa vecchia come il mondo! E del resto…basta ricordarsi dei vecchi paesini dove appena entrava “il forestiero” tutti si affannavano a capire chi fosse , da dove venisse…a chi appartenesse! Tipiche poi erano le famose comari del paese che erano peggio della Cia! A loro nulla sfuggiva! Insomma…roba vecchia! A me degli altri non importa nulla naturalmente, specie se non ho rapporti o interessi. Ma, se una persona mi interessa allora un pò di informazioni cerco di averle! Certamente non in modo da violare la sua privacy e non in modo morboso ma non credo sia un male ad approfondire la conoscenza curiosando!
    E sul voyerismo…beh…anche li…se la cosa è morbosa non va certo bene ma nel gioco erotico che si può instaurare tra due persone non credo vi sia nulla di male! Detto questo io ora ho l’immagine di te che guardi con un binocolo uno che ti guarda con un binocolo!:-D Buona osservazione!

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  2. ora però ti rispondo. No, non voglio incolpare la società di questo tempo, è il contrario semmai. I programmi TV si adeguano al pubblico e non il contrario. Però certi comportamenti hanno un’origine e una causa ed è bene analizzarla

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  3. Ciao, condivido ciò che scrivi. In passato sono stata contattata via web da perfetti sconosciuti le cui intenzioni non erano chiare.
    Da qualche anno a questa parte comunico virtualmente solamente tramite commenti a post. Sul mio profilo facebook può chiedermi l’amicizia solamente chi mi conosce personalmente. Gli altri possono commentare le mie pagine facebook , il mio profilo twitter, oltre che commentare i miei blog. Questo mio atteggiamento virtuale non corrisponde a quello reale dato che nella realtà sono una persona socievole, a cui piace invitare a cena a casa gli amici ed essere a mia volta invitata.

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  4. C’è di tutto un po’, e su internet il minestrone è molto vario, e spesso anonimo. Non vorrei dare una risposta troppo generica, ma veramente ogni caso è differente, ci sono quelli curiosi di natura, i morbosi, gli amanti del mistero, i disturbatori, quelli che cercano di inzozzare dove intravedono una trasparenza..etc etc
    Mi chiedo solamente come mai non hai risposto alla mia email che ti ho inviato 10 accounts fa hahaha

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  5. in poche parole: trattasi di personaggi che non hanno una vita o se ce l’hanno è fatta di frustrazioni e calci continui nei denti, infortuni ovviamente da imputare a loro stessi ma dei quali invece incolpano gli altri. la loro aggressività è solo virtuale, nella vita son degli sfigati che , se va bene, appunto si divertono con i binocoli. brutta gente da nullificare. ciauuu antonietta, baciottoli

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      1. altroché tossico….diventa una frustrazione in più….infatti oggi ci sono gli psicologi e gli psichiatri del web, ovvero quelli specializzati in tali patologie che aumentano giorno per giorno…

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