Passione running

Molti non traggono gioia dal running perchè si sentono ossessionati dall’obiettivo da raggiungere che può essere 15 km di percorso, il ritmo di 3,5/km oppure qualche desiderio molto personale correlato al running in maniera secondaria.
Perchè la chiamo secondaria? Perchè ovviamente per me l’obiettivo principale è l’essere felice di correre, provare belle sensazioni anche se chiaramente ho anch’io i miei traguardi, ci mancherebbe,  e a volte cambiano. Tuttavia penso che la gioia di correre non debba mai essere inficiata dall’ansia di arrivare perchè si tratta di una soddisfazione effimera; certo, si esulta, si gioisce ma sono quei momenti circoscritti della vita di un runner che non riescono a dare una carica durevole, anzi diventano tossici quando il runner non sa di essere entrato in un loop senza fine, come un topo ammaestrato che ripete sempre lo stesso schema.
Quando si fa qualcosa mettendoci amore, impegno, dedizione, non si deve avere il dubbio di non riuscire, ecco perchè è meglio stare concentrati su qualcos’altro, sul presente, nella corsa stessa, sulle sensazioni notevoli che regala.
Il presente, il viaggio, appunto. Forse ho ripetuto questo concetto anche parlando d’altro ma per me è fondamentale sentirmi bene mentre corro, è essenziale non farmi inquinare dalle sollecitazioni che sembrano appartenere a tutti quelli che si avvicinano al running in modo stabile.
A me questo non è accaduto.
Ho perso compagni di running per strada perchè hanno sbagliato l’approccio fin dal principio. Credo che molti confondano le passioni con le ossessioni ma c’è un’enorme dìfferenza tra qualcosa che dà gioia e qualcosa che genera angoscia. A che serve crearsi tante inutili finalità se poi ciò che si fa non piace? Allora meglio cercare qualcos’altro, qualcosa che faccia pensare:”Ecco, è qui che voglio essere, comunque vada, voglio tornarci sempre!”
Questa è una passione per me.
Maria Antonietta BS

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17 pensieri riguardo “Passione running

  1. Bello spunto, questo. Cade a fagiolo in un periodo in cui ho rischiato di esacerbare i miei sentimenti verso la corsa.

    Io trovo soddisfazione nel superare me stesso. La gioia nella mia corsa sta anche nel migliorarmi.
    Quello che trovo difficile, a volte, è non farmi abbindolare da “falsi obiettivi”; o da nuovi metodi di allenamento che sono potenzialmente pericolosi (vedi il metronomo dei 180 bpm).

    Quello che ho imparato è che devo cercare di essere sempre me stesso, che a volte anche nei momenti di scarico di testa (tipo le mie ultime due settimane) posso scoprire cose sulla corsa molto più importanti che il mero “andare più veloce”.

    Ed è questa la chiave per proseguire nell’attività podistica (che poi è così per tutte le cose): continuare a scoprire cose nuove, che allarghino i tuoi confini e ti rendano migliore. Ad esempio, in questi giorni sto pensando che devo rallentare 1. per permettere al mio corpo di non sfasciarsi (che ho una certa età!) 2. per permettergli di andare avanti più a lungo.

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  2. giuste riflessioni anche se poi vanno calate sulla realtà di ogni runner.
    Io ad esempio vivo a obiettivi, per cui ogni corsa ha insito un qualche obiettivo…il tempo nella maggiorparte dei casi, ma anche come finire la corsa, come preparare gli allenamenti…
    Se non ho quello, se vado avanti solo per inerzia, perdo le motivazioni e conseguentemente anche la voglia di correre. Sembra un ossimoro ma è così.
    Per godermela devo sfidarmi, tra l’altro con la consapevolezza che la sfida la posso anche perdere.

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  3. Devi fare in una certa maniera oppure non riesci a fare proprio. E come accendere la macchina, puoi fare in mille modi ma si sempre nello stesso modo e la stessa cosa vale per la corsa o per il running. Si deve fare nel modo giusto oppure ti stanchi e ti arrendi

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  4. Dopo svariate volte ho letto il tuo post fino in fondo. Come si deve cominciare a correre. Quale è la ricetta se esiste… Io devo muovermi di più, perché il mio sport la pesca nin offre molto movimento e avevo cominciato con la corsa cosa poi abbandonata. Ora tu dammi qualche dritta! Dimmi Nicola devi iniziare così….

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      1. non credo esista una spiegazione razionale, l’umanità è fatta anche di individui che tendono agli eccessi, su ogni fronte.

        Anche io ho passioni ma non mi sono mai fatto prendere la mano, sono un ex ufficiale della Folgore, ho fatto paracadutismo e sport estremi fino a ieri (si fa per dire), poi ho dovuto smettere ma non ne ho fatto una malattia. Anche se ogni tanto qualche lancio…

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  5. Era tanto che non leggevo tuoi post sulla corsa. Sono assolutamente concorde che quando si fa una cosa si deve fare per il piacere di farla soprattutto – e a maggior ragione- se parliamo di fare qualcosa che è un passatempo , uno svago, la nostra personale passione.
    A proposito, bel piercing 😉

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