Il potere che è in noi

Le leggi che regolano la vita sono semplici, è l’essere umano che complica, che cerca di sovvertire, manipolare, perdendo la spontaneità e, di conseguenza, anche la sincerità con se stesso. Una persona sincera con se stessa lo è anche con gli altri e sente profondamente che tutto ciò che coltiva cresce rigoglioso nel suo giardino: coltivare sentimenti negativi porta nella propria realtà  frutti malevoli, fare del bene, non importa a chi, crea già il terreno ideale per riceverlo.
I sentimenti che proviamo prima o poi li esprimiamo e diventano come antenne catalizzatrici, sintonizzandosi su realtà simili ed assimilabili. Ecco perchè arriva ciò che arriva, siamo noi che lo attiriamo, con le azioni ma anche con ciò che diciamo, possiamo guarire/guarirci o uccidere/ucciderci.
Ciò che proviamo e mandiamo all’esterno è di una una potenza inimmaginabile.
Ecco perchè non dobbiamo preoccuparci tanto di ciò che vogliamo ricevere. Noi non abbiamo il potere di convincere il mondo a darci ciò che vogliamo ma ne abbiamo uno più importante, quello di prestare attenzione a ciò che diamo, a cosa causiamo, a come facciamo sentire gli altri.
Perchè è questo che a noi tornerà.
Maria Antonietta BS

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Tu sei parte di questo tutto. Non puoi ferire tuo fratello senza farti male
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8 thoughts on “Il potere che è in noi

  1. ciao Mariantonietta,
    hai scritto un bellissimo post carico di positività e altruismo, inteso come linea guida e investimento morale, consentimi di dire che io non la vedo così, la mia generazione ha attraversato e vissuto molti repentini cambiamenti, alcuni epocali, un trascorso significativo e credo valido per fare valutazioni sociologiche. Penso che ogni individuo debba principalmente occuparsi di se stesso, non c’è bisogno di passare la giornata a far del bene agli altri, è sufficiente non far del male, certo è doveroso soddisfare eventuali richieste di aiuto ma senza indossare i panni del benefattore seriale. Per vivere bene bisogna dare agli altri ciò che avanza dopo aver dato a noi stessi, se diamo a noi stessi ciò che avanza dopo aver dato agli altri cadiamo nello stagno della finta felicità, uno stagno pieno di buche esistenziali.

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    1. scusa ma non credo di aver scritto niente del genere 😀 (e cioè passare la giornata a fare del bene agli altri) mi sa che mi hai fraintesa. Qui si parla di sentimenti. E siccome interagiamo con gli altri, almeno io lo faccio ogni giorno, è facile che i nostri sentimenti investano anche loro e di conseguenza si mandino messaggi negativi che tornano a noi come boomerang. Non c’è bisogno di passare la giornata a fare del bene, basta essere corretti con gli altri nel normale decorso delle nostre interazioni, non ci vuole del tempo in più.

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      1. “passare la giornata a far del bene” è una estremizzazione del concetto, credo di aver capito benissimo ciò che hai scritto. Tutti i giorni interagiamo con gli altri, lo facciamo al meglio se adottiamo la logica del rispetto, non c’è bisogno di far del bene. Questo è il mio pensiero, non è detto che sia giusto e, ovviamente, non è obbligatorio condividerlo

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