La cultura della facile gratifica

Si ha un bel parlare quando in oggetto sono i giovani.
Che non studiano, che non sono interessati alla politica, che non hanno scopi. Ma un esame di coscienza gli adulti, ogni tanto, se lo fanno? Che idea posso farmi di genitori che pensano a spianare la strada ai figli da tutte le possibili difficoltà, anticipando ogni eventuale desiderio? Hanno capito qualcosa della vita, di se stessi?
Quando, invece di guardarli in faccia, chattano con chissà chi, quando hanno mille amici virtuali e nemmeno uno reale? Quando non li ascoltano VERAMENTE, non cercano di capirli profondamente, quando sta loro bene che vadano a mangiare schifezze in giro pur di non impegnarsi a preparare qualcosa, quando gli amici non possono venire a casa perchè si sporca…
Tutto ciò che costa fatica e impegno viene accuratamente evitato, in nome del tempo che manca. Ma quanto se ne spreca! Ci vorrebbe un diario su cui annotare la giornata, ora per ora, se ne scoprirebbero di belle! Che di tempo ce n’è, che ciò che ha valore ha bisogno di tempo e attenzione, che tutto ciò che si trascura, alla fine, si perde, che le vere gratifiche, quelle che danno autentica gioia, si ottengono dopo tanto tempo e fatica.
Questo dovrebbero insegnare gli adulti ai giovani, sempre che abbiano la facoltà di poterlo testimoniare e non con parole vuote ma con la pienezza di una vita che non è figlia della cultura della facile gratifica.
Maria Antonietta BS

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Scorci del mio mondo

 

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7 pensieri riguardo “La cultura della facile gratifica

  1. Sono d’accordo. Io sto riflettendo molto sulla generazione attuale e se ne parlo con dei “genitori” inevitabilmente si finisce per discutere sul tipo di educazione che ci è stata data. Secondo me siamo stati troppo viziati, a volte tutto è stato troppo facile. Facilitarci nella vita è di per se una cosa positiva ma forse gli adulti non sono stati in grado di trasmetterci che comunque, dietro “al facile” c’era dell’impegno e del sacrificio.

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  2. come sempre la verità sta in mezzo. non è vero che valgano un cazzo ma è altrettanto sbagliato ritenere che debbano essere stimolati e seguiti all’inverosimile. io sono di famiglia umile, e gli stimoli me li cercavo

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